venerdì, Settembre 22, 2023
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“Consolidamento e rafforzamento del sistema bilaterale”, convegno a Benevento

“Consolidamento e rafforzamento del sistema bilaterale – Bilateralità e ammortizzatori sociali nelle imprese artigiane ” La CLAAI e l’EBAC a convegno a Benevento

Benevento 21 giugno 2023

Stamattina a Benevento, presso l’Università Telematica “Giustino Fortunato”, si è tenuto un interessante seminario in materia di lavoro e impresa, dal titolo “Consolidamento e rafforzamento del sistema bilaterale – Bilateralità e ammortizzatori sociali nelle imprese artigiane”. L’incontro è stato organizzato dall’Unione Provinciale Artigiani e Piccole Imprese della C.L.A.A.I., dall’EBAC (Ente Bilaterale Artigianato Campania), con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Benevento e con la nostra testata, come media-partner dell’evento.

Leimotiv del seminario l’analisi su “Bilateralità e ammortizzatori sociali nelle imprese artigiane” e gli “obblighi ed opportunità” che ne derivano.

Dopo i saluti istituzionali da parte del Presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Dr. Fabrizio Russo, e del Direttore Provinciale CLAAI Benevento, Dr. Donato Scarinzi, il seminario è entrato nel vivo con le relazioni degli esperti e delle rappresentanze degli enti datoriali e del sistema bilaterale.

Consolidare il sistema bilaterale per contrastare la crisi dei “corpi intermedi”

Ad aprire i lavori il Presidente EBAC Campania, Achille Capone, che ha affrontato il tema del consolidamento e rafforzamento del sistema bilaterale. Capone ha auspicato anche la necessità, oramai improcrastinabile, benché attesa da decenni, di addivenire ad una nuova legge sulla rappresentanza sindacale e datoriale, in grado di rispondere meglio alle esigenze del mondo del lavoro.

Il Presidente di EBAC Campania si è poi soffermato sugli effetti e conseguenze che la crisi dei c.d. “corpi intermedi” produce su imprese e lavoratori che, in questi ultimi anni, hanno visto perdere i tradizionali punti di riferimento, rappresentati dalle associazioni sindacali e
datoriali di categoria. L’indebolimento dei “corpi intermedi”, secondo Capone, sarebbe iniziata sotto il Governo Renzi, che avrebbe cercato di scavalcare le associazioni datoriali e sindacali, pensando di poter avere un’interlocuzione diretta con imprese e lavoratori. Le associazioni maggiormente rappresentative e gli enti bilaterali svolgono, invece, ancora un ruolo importante e delicato nel mondo del lavoro, facendo incontrare le esigenze delle imprese e dei lavoratori. Tuttavia, Capone sottolinea la necessità di una maggiore e più efficace regolamentazione sul fronte della rappresentanza; basti pensare che i contratti collettivi di lavoro depositati attualmente presso il CNEL sono quasi 900, rispetto a qualche decina di contratti che, invece, nei vari settori vengono effettivamente utilizzati.

Questo perché il nostro è anche il Paese dove esistono sindacati autonomi ed unitari,
costituiti talvolta da una sola persona e per un solo lavoratore, come emergerebbe
da un riscontro incrociato fatto con i dati dichiarati all’INPS.

Ad esempio a Napoli, dice Capone, per i vigili urbani esistono ben 37 diverse sigle sindacali. Sul tema della defiscalizzazione, Capone ritiene che questa debba stare nel cuneo
fiscale e che l’EBAC, come tanti altri Enti intermedi, non sono contrari alla defiscalizzazione degli aumenti retributivi per i lavoratori, colpiti dagli effetti dell’inflazione e dai mancati rinnovi contrattuali.

La relazione del Direttore EBAC Luigi Lombardo

A seguire la relazione del Direttore dell’EBAC, Luigi Lombardo, che ha illustrato, dal punto di vista tecnico-operativo, l’innumerevole serie di contributi e bonus previsti per le imprese artigiane e per i lavoratori, non solo in materia di formazione ma anche per esigenze più direttamente familiari, personali, nei casi di malattia, disabilità e gravi patologie). Ricorda Lombardo, come siano assolutamente interessanti anche i contributi concessi dall’ente bilaterale ai lavoratori in caso di cassa integrazione, con un’ulteriore integrazione del loro reddito.

Il direttore dell’EBAC ha , infine, illustrato la carta dei servizi dell’EBAC con tutti i servizi e i
fondi che l’Ente è in grado di erogare a imprese e lavoratori e che spesso questi non
conoscono e, quindi, non se ne avvalgono.

L’ intervento dell’avvocato Giuseppe Fontanarosa

A chiudere i lavori, l’ottimo intervento dell’avv. Giuseppe Fontanarosa, noto giuslavorista e socio AGI ( Associazione Giuslavoristi Italiani) che ha evidenziato come i contratti sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative (la famosa triplice), se non rinnovati e in un tempo in cui l’inflazione viaggia al 10%, non sono neppure più riconosciuti, come un chiaro riferimento, dai tribunali, in caso di controversie giudiziarie. Fontanarosa, quindi, ha sottolineato la circostanza come questi contratti oramai non rispettino più il dettato costituzionale dell’art.36. Non si può più procedere come oggi, invece, normalmente avviene, rinviando sine die il rinnovo dei contratti. Se il meccanismo della “scala mobile” non è più praticabile, un minimo di automatismo, comunque, si rende necessario e per il rinnovo occorre dare priorità alla defiscalizzazione.


Fontanarosa nella sua approfondita relazione si è poi soffermato sul ruolo degli Enti bilaterali, che svolgono un importante compito di assistenza per lavoratori ed imprese, e sul tema della formazione, richiamando il funzionamento del Fondo nuove competenze ANPAL, un fondo pubblico cofinanziato dal Fondo sociale europeo, nato per contrastare gli effetti economici dell’epidemia Covid-19. Il Fondo permette alle imprese di adeguare le competenze dei lavoratori, destinando parte dell’orario alla formazione; le ore di stipendio del personale in formazione sono a carico del fondo, grazie ai contributi dello Stato e del Fse – Pon Spao, gestito da Anpal. Secondo Fontanarosa, è davvero paradossale registrare come, benché il tessuto produttivo italiano sia costituito per oltre il 95% da PMI, le risorse del Fondo nuove competenze ANPAL siano state distribuite nell’anno 2022 soprattutto
a favore delle grandi imprese: 329 aziende hanno ricevuto il 37% delle risorse totali del fondo e il 21% (di questo 37%) è andato soltanto a 21 imprese; 18 milioni di euro in formazione sono stati erogati solo a TIM, mentre solo il 40 % delle risorse del fondo è stato erogato a favore delle piccole imprese.

Fontanarosa, infine, ha voluto dare merito all’importantissimo lavoro che i commercialisti e i consulenti del lavoro hanno svolto durante la pandemia (facendo da trincea sul fronte caldo del lavoro) nel sostenere con le loro attività professionali, riamaste aperte, la possibilità che le imprese e i lavoratori potessero effettivamente accedere alla contribuzione e agli aiuti previsti dallo Stato. Se gli studi fossero rimasti chiusi, il sistema non avrebbe retto.

In materia di formazione e istruzione, Fontanarosa sottolinea il ritardo nell’utilizzo degli ITS, così come con le scuole. C’è un problema con la formazione: le scuole dovrebbero fare formazione duale con le imprese artigiane, ma in modo più snello e con meno burocrazia per le micro e piccole imprese.

L’intervista al Direttore Provinciale CLAAI Donato Scarinzi

A margine dei lavori, abbiamo raccolto la testimonianza di Donato Scarinzi, Direttore
Provinciale CLAAI Benevento e promotore dell’iniziativa seminariale beneventana.

Direttore Scarinzi, il tema del convegno è “Consolidamento e Rafforzamento del
Sistema Bilaterale” e si parla anche di obblighi ed opportunità per le imprese
artigiane; ma quali sono, effettivamente, le opportunità per una impresa
artigiana?

(Scarinzi) “Le opportunità sono veramente numerose ed interessanti, soprattutto di
natura economica, e sono a disposizione sia del titolare dell’impresa artigiana che
dei propri dipendenti. E’ opportuno che sintetizzi brevemente i numerosi contributi
che è possibile ottenere a condizione di essere regolari nei versamenti mensili
all’EBAC:

CONTRIBUTI PER LE AZIENDE ED I LORO TITOLARI PER: Assunzioni, Formazione degli Apprendisti, Aggiornamento professionale, Tenuta della Contabilità del Lavoro,
Spese per Laboratorio Artigiano, Ristrutturazione Laboratorio Artigiano, Acquisto veicoli commerciali, Acquisto Macchinari Attrezzature ed Arredamento, Sicurezza sul Luogo di Lavoro, Acquisto defibrillatore, Utilizzazione fonti energetiche alternative, Caro Energia, Sostegno al credito, Partecipazione a fiere e per l’internazionalizzazione, Borsa di Studio e Formazione, Acquisto testi scolastici, Attività sportive per i figli, Centri ricreativi estivi, Retta asilo nido e scuola dell’infanzia, Bonus cultura.

CONTRIBUTI PER I DIPENDENTI PER: Anzianità professionale aziendale, Congedo
parentale, Spese acquisto prima casa, Sostegno alla disabilità (L.104/92), Abbonamento trasporto pubblico (casa – lavoro), Caro Energia, Borsa di Studio e Formazione, Acquisto testi scolastici, Attività sportive per i figli, Centri ricreativi estivi, Retta asilo nido e scuola dell’infanzia, Bonus cultura, Nuclei familiari con genitori riconosciuti “non autosufficienti”, Superamento periodo di comporto per gravi patologie, Integrazione FSBA.

Il tetto massimo dei contributi che l’azienda può richiedere per ogni annualità non
potrà superare l’importo di € 5.000, e lo stesso vale anche per ogni dipendente.

Direttore Scarinzi ci fa capire come e se funzionano concretamente gli
ammortizzatori sociali per le imprese artigiane. Dopo la pandemia è cambiato
qualcosa sul fronte degli ammortizzatori sociali? Le imprese artigiane oggi sono più tutelate?

(Scarinzi) “Gli ammortizzatori sociali nel settore dell’artigianato durante la pandemia hanno funzionato molto bene garantendo tempestività nell’erogazione delle provvidenze e anche snellezza nella procedura di richiesta, cosa che purtroppo non si può dire per altri settori che per forza di cose hanno dovuto interagire direttamente con l’INPS, e, in numerosi casi patendo annosi ritardi nell’erogazione degli importi a favore dei lavoratori. Con l’esperienza della pandemia il Fondo di solidarietà bilaterale dell’Artigianato si è ulteriormente strutturato per rendere sempre più agevole la gestione delle singole richieste di cassa integrazione. Posso affermare con convinzione che il modello del fondo bilaterale è risultato vincente e per questo motivo il legislatore si sta orientando per applicare lo stesso modello anche in altri settori economici”

Si parla però anche di nuovi obblighi per le imprese artigiane. Ma allora la
burocrazia persiste anche in questo settore? Qual è il ruolo delle Associazioni artigiane in questo momento e quale in particolare quello della CLAAI che Lei dirige?

(Scarinzi) “Sì, è vero, per le imprese artigiane scatta l’obbligo perentorio di aderire al
fondo di solidarietà bilaterale entro il 30 giugno, pena l’irregolarità contributiva e quindi DURC negativo dal primo di luglio, infatti da questa data il DURC per risultare regolare necessiterà non soltanto della regolarità dei versamenti all’INPS ed all’INAIL ma anche all’FSBA (Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato). Le associazioni artigiane e in particolare quella che ho l’onore di rappresentare, la CLAAI, hanno un ruolo fondamentale in quanto saranno al fianco sia dei titolari delle imprese artigiane che dei loro dipendenti per consentire l’utilizzo ottimale delle risorse disponibili e per una più agevole gestione delle eventuali richieste di cassa integrazione.

Non lo vedrei come un accanimento burocratico ma piuttosto come un incremento della tutela sia per i dipendenti delle imprese artigiane che per i loro titolari. Il nostro ruolo, quindi, è innanzitutto quello di informare le imprese artigiane e il mondo della consulenza aziendale di questo nuovo regime e soprattutto quello di assistere tutti per ottenere il massimo dal sistema della bilateralità.

Devo anche evidenziare che da oltre 10 anni a questa parte, da quando è stata istituita l’obbligatorietà di aderire alla bilateralità, alcune categorie professionali, in particolare quella dei Consulenti del Lavoro, non hanno sposato la causa, percependola solo come un ulteriore adempimento burocratico, privando così le imprese artigiane ed i loro dipendenti dalla possibilità di beneficiare di numerosi aiuti ed esponendo i titolari al rischio di dover provvedere con propri fondi alle tutele previste dalla bilateralità. Non a caso si è consolidata una tendenza giurisprudenziale che ha portato a diverse condanne a carico dei datori di lavoro che in passato non hanno aderito alla bilateralità privando così i propri dipendenti della possibilità di fruire degli aiuti messi a disposizione dagli enti bilaterali.

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