lunedì, Gennaio 30, 2023
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Evasione, la norma sul pos danneggia il fisco

L’evasione, secondo gli analisti economici più importanti, sarebbe favorita dalla nuova norma che non prevede l’obbligo del pos sotto i 60€.

di Antonio Grieco

Il  settore dei pagamenti con carte di credito elettroniche è messo sotto pressione da parte del governo Meloni. Il progetto, ormai noto, è quello di rendere non obbligatorio il pagamento con le carte di credito al di sotto dei 60 euro.

La Banca d’Italia avverte che il pagamento in contante ha costi di oltre 7mld. Una questione dovuta alla stampa delle banconote ed alla sicurezza del trasporto dei valori legati ai furti, assicurazioni. Il pagamento con carte elettroniche rappresenta, invece, uno strumento meno costoso rispetto all’uso del contante.

L’altro lato della medaglia è contenuto in una nota della Confcommercio. La Confederazione ha fatto sapere che “non si può pensare di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni. Quello che serve per raggiungere questo obiettivo è una riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese. Potenziando lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e introdurre la gratuità per i cosiddetti micropagamenti”.

Credito d’imposta: una strada percorribile

L’utilizzo di un credito d’imposta potrebbe essere la strada giusta per ottenere da parte degli esercenti economici dei vantaggi a ricevere pagamenti con carte elettroniche. Per il fisco rappresenterebbe, attraverso lo strumento della tracciabilità, il recupero di quel reddito sommerso generando un aumento del gettito fiscale.

Questo governo ha annunciato di voler intervenire sull’uso del contante a discapito dei pagamenti con carte elettroniche. La logica di questo intervento non è chiara, da più parti viene dichiarata pro-evasione. Senza tener conto, come dimostrato da alcuni studi, che l’applicazione di commissioni ridotte da parte delle Banche e dei gestori dei circuiti di pagamento favorisce lo sviluppo dei pagamenti con carta è un argine all’evasione.

Il commissario europeo per gli affari economici, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che l’evasione dell’IVA è molto forte in Italia. A seguire ci sono Francia e Germania e questo danneggia i redditi più bassi.

Leggi:

Pnrr, Meloni cambia idea: da truffa a salvezza nazionale

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4 COMMENTS

  1. Condivido . Non sarei così drastico nel utilizzo del pos, sicuramente il futuro dei pagamenti deve essere solo elettronico , per ridurre i costi dei contanti .

    • Ho visto in Cina pagamenti con il cellulare anche per comprare due mele. L’utilizzo del contante è ormai storia del passato, è necessario adeguarci, essere più “smart”, più indirizzati verso il digitale ed il futuro. Non vi è dubbio che un maggiore utilizzo del contante favorisce l’evasione; avviene quasi abitualmente da parte di quegli esercenti che, in periodo di crisi hano ottenuto i “ristori”, ed ora ti fanno pagare su una ricevuta non fiscale, anche per mangiare una pizz e una birra

  2. Il software per la gestione dei pagamenti elettronici , in Italia e’ stato predisposto dal 1986. Se ad oggi, ci sono ancora tutte queste ‘POLEMICHE’ sul tetto 60/30€, e’ chiaro che i pagamenti elettonici ledono uno dei pilastri fondamentali , su cui poggia l’economia: L’evasione Fiscale. E il contante fa guadagnare ai soliti furbetti 10/20 volte 7Mld. Ma poi ci sarebbe il risvolto della medaglia. Senza contante e relative ‘conseguenze’ come ‘camprebbero’ rapinatori, corrotti, falsificatori e delinquenti in genere? E lo stuolo di avvocati e giudici che servono per istruire poi i relativi procedimenti. Forze dell’ordine, carcerieri , magistrati e guardie giurate che fine farebbero? Pensateci gente.. pensateci. Ps: Il costo di una transazione POS, informaticamente parlando (lato banche), e’ praticamente inesistente!

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