La Compagnia Teatrale OfficinaOltrescena porta in scena “Il Principe di Sansevero – Alchimia di un amore”, un’opera di drammaturgia contemporanea con musica dal vivo, scritta da Andrea Cerasuolo e Carlo Conte, con brani originali diretti dal Maestro Patrizia Fanelli e la regia di Marilena Zanniello. Il viaggio multisensoriale nel cuore di Napoli ha suscitato grande interesse ed emozione, tanto da far registrare ben due sold out al Teatro Instabile di Napoli ed offrendo un’esperienza immersiva e sensoriale che mescola teatro, storia e alchimia. Attesa per le prossime date del 13 e 14 marzo, ore 20:30.
Tra il dramma e la vitalità: un’opera varia e potente
Si può parlare certamente di un’opera potente, a tratti molto ermetica, ma che per la gran parte del tempo si fa sentire nell’anima. I personaggi, che girano intorno al protagoniste come pianeti intorno al sole, rendono giustizia alla tradizione del folklore napoletano. La parte più sorprendente dell’opera è come riesca a condensare nel poco tempo a disposizione tutti i prototipi delle maschere del teatro e della tradizione popolare. Ciò consente allo spettacolo di essere vario e cambiare registro continuamente aggiungendo anche ironia a momenti che dovrebbero essere vissuti con dramma.
E’ una prova muscolare di come un solo atto riesca a comprimere ed armonizzare molte tematiche. La scrittura lascia, inevitabilmente, molti punti di mistero e questioni irrisolte, il che porta ad alzare l’attenzione dello spettatore. La domanda a cui non arriva una risposta immediata ha il pregio di incuriosire consentendo al pubblico di lavorare anche di fantasia.
Il Principe di Sansevero, lodato come erede di Carlo Magno e grande alchimista, è un custode di misteri e segreti ma l’intera opera porta lo spettatore a dividersi tra le opinioni stesse degli altri personaggi. La veridicità di quanto affermato dal Principe è sempre messa in discussione da alcuni e ferventemente lodata da altri. E’ inevitabile che chi assista all’opera si trovi a tratti anche spaesato, ed anche nel finale, innanzi al più eclatante e concreto dei fatti, la filosofia che mescia morte e amore ci porta a non prendere una decisione netta in favore di questa o quella teoria.
La sceneggiata vive di diversi momenti, anche musicali, che centrano bene il tema e contribuiscono a creare l’atmosfera. La bravura dei musicisti e degli attori impreziosisce il tutto in maniera stupefacente.
Le date dei due prossimi spettacoli sono il 13 e 14 marzo, ore 20:30.
La Napoli delle arti, della scienza e del mistero
Napoli è una città dove il confine tra vita e morte è labile, dove il sacro e il profano si intrecciano in una danza continua. È qui che nasce l’opera “Le cinque morti”, da cui è tratto lo spettacolo. Il progetto esplora le storie di cinque personaggi storici legati alla città attraverso i cinque sensi, con un focus particolare sulla loro morte, avvenuta per un organo sensoriale.

- Enrico Caruso e l’udito
- Renato Caccioppoli e il tatto
- Giacomo Leopardi e il gusto
- Liliana Castagnola e la vista
- Raimondo di Sangro e l’olfatto
Il Principe di Sansevero e il mistero dell’olfatto
Lo spettacolo ha come principale protagonista Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, figura enigmatica della Napoli del Settecento. Inventore, scienziato, alchimista e mecenate, il Principe ha lasciato un’eredità di fascino e mistero, incarnata nella sua celebre Cappella Sansevero e nel capolavoro del Cristo Velato, realizzato dallo scultore Giuseppe Sanmartino.
Nel racconto teatrale, il Principe è impegnato nella creazione di un filtro d’amore, una pozione capace di rendere irresistibile chiunque la beva. Tra il pubblico dello spettacolo alchemico, personaggi dell’epoca, aristocratici e popolani, ognuno con il proprio motivo per assistere: curiosità, desiderio, orgoglio, riconciliazione.
Ma la domanda resta: la sua è vera magia o solo un raffinato inganno? E riuscirà a plasmare l’amore come lo scultore Sanmartino ha saputo modellare il marmo del Cristo Velato?
Uno spettacolo senza palcoscenico: un’esperienza immersiva
“Il Principe di Sansevero – Alchimia di un amore” non è un semplice spettacolo teatrale, ma una esperienza multisensoriale e immersiva.
- Non c’è un palcoscenico tradizionale: la rappresentazione si sviluppa su più livelli del teatro, coinvolgendo interno, esterno e ambienti diversi.
- I sensi sono protagonisti: il pubblico è coinvolto attraverso vista, udito e olfatto, grazie a suoni, luci, profumi e interazioni dirette con gli attori.
- Il rapporto attore-spettatore è rivoluzionato: gli spettatori diventano parte attiva della narrazione, abbattendo il confine tra realtà e finzione.
Lo spettatore si trova immerso in un laboratorio alchemico del Settecento, circondato da formule segrete, vapori misteriosi e antiche conoscenze. Il teatro si fa esperienza, trasportando il pubblico in un viaggio tra scienza, arte e magia, nel cuore di una Napoli senza tempo.




