lunedì, Gennaio 30, 2023
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Infertilità, Scotto di Frega: “Vi spiego quali fattori incidono”

L’infertilità di coppia, in particolare quella femminile, è una delle cause di sofferenza maggiore soprattutto tra i non più giovanissimi. E’ toccato al dr. Antonio Scotto di Frega fugare alcuni dubbi.

Infertilità, Scotto di Frega: “Vi spiego quali fattori incidono”

L’infertilità di coppia, in particolare quella femminile, è una delle cause di sofferenza maggiore soprattutto tra i non più giovanissimi. Il Dottor Antonio Scotto di Frega, specialista in ginecologia ed ostetricia ed esperto di fecondazione assistita, ha risposto ad alcune domande in esclusiva per CentroSud24.

In passato la ricerca della prima gravidanza avveniva in età giovane oggi si ricerca una prima gravidanza in età molto più avanzata.

“Purtroppo la donna è soggetta a una cosa che si chiama orologio biologico ed è un orologio al quale noi non possiamo portare le lancette indietro – dice il dr. Scotto di Frega -. Quindi questo che cosa comporta? Sicuramente il calo della probabilità di gravidanza.

Si pensi, che in una coppia giovane di ventenni, che non ha problemi ad avere una gravidanza, la probabilità che ciò avvenga è di circa il 35 per cento al mese. Non è una percentuale sommabile, però questo significa che nell’arco di un anno di rapporti potenzialmente fecondanti questa coppia riesce ad avere una gravidanza.

La donna oltre i 43 anni ha, invece, maggiori probabilità di aborto – spiega Scotto di Frega -. Superati i 37-39 anni di età, inoltre, l’80% degli embrioni che si formano, o da un rapporto spontaneo o da una fecondazione assistita, sono embrioni aneuploidi cioè embrioni che non hanno un corretto assetto cromosomico.

Per quanto riguarda l’aborto le percentuali vengono chiaramente espresse dall’American College of Obstetricians and Gynecologists. Secondo questi esperti l’aborto spontaneo interessa il 9-17% delle gravidanze per le donne tra i 20 e i 30 anni, il 20% intorno ai 35 anni, il 40% per le quarantenni e l’80% sopra i 45 anni.”

Che ruolo gioca l’ansia in questo desiderio impellente di avere un figlio?

“Sull’infertilità, o meglio sulla possibilità di avere un figlio, l’ansia certamente gioca un ruolo fondamentale sulla scelta errata di come muoversi – spiega -. Io vedo che ci sono pazienti che si appigliano a tutto e questo è un atteggiamento molto figlio dell’ansia. La cosa più semplice sarebbe affidarsi con fiducia ad un esperto.”

Sull’igiene ma anche sull’alimentazione si riscontano delle domande interessanti poste dai pazienti. C’è chi, pur di avere un figlio, modifica la propria vita, le proprie abitudini, per poter aumentare le chance.

“I pazienti devono avere un’igiene di vita quanto più corretta possibile – commenta il dottore -. Si deve evitare il fumo, evitare di stare molto tempo con i telefonini, che comunque hanno un’interferenza. Pare, inoltre, che una dieta particolarmente proteica possa aiutare le donne ad avere una gravidanza, questo almeno emerge da alcuni studi scientifici.”

Ci sono anche degli integratori da poter prendere?

“Ci sono certamente degli integratori. Sono diversi a seconda del tipo di patologia che possa avere la paziente o il paziente maschile.”

Una domanda, tra le più comuni in realtà, è se la storia familiare possa incidere in qualche modo.

“Personalmente credo che sia relativa – dice il dottore -. La storia familiare è importante forse sull’eventuale età della menopausa. Quello può essere un segnale e ci può indirizzare sull’eventuale decisione da un punto di vista clinico e poi terapeutico.”

Il Dottor Antonio Scotto di Frega spiega che ciò che conta non è essere riusciti ad aspettare un bambino, ma avere il bimbo in braccio. Durante il percorso le complicanze possono essere diverse.

“Una cosa è la percentuale, la cosiddetta pregnancy rate, cioè la percentuale di gravidanza. Quindi l’esame della beta hcg positiva è un conto e un altro è la percentuale del bambino in braccio – spiega -. Nel corso poi della gravidanza, si possono avere tutta una serie di complicanze che possono portare ad un aborto o possono portare ad altre cose.”

Il dottore esercita con uno studio a Napoli ma anche in altre città d’italia. E’ la persona giusta a cui chiedere se le differenze regionali, rispetto la difficoltà ad avere una gravidanza, siano così marcate.

“Diciamo che c’è una grossa differenza socio-culturale – commenta -. Nel senso che ci sono zone in cui il senso della carriera è molto più forte rispetto al desiderio di gravidanza. Il voler programmare il tutto, poi, porta a delle grosse difficoltà ad avere una gravidanza.

Mi capita di dovermi confrontare con pazienti che hanno programmato tutta la propria vita. Quindi poi decidono che a una determinata età vogliono un figlio, il problema, è che molto spesso questa età è particolarmente alta e quindi la percentuale, la possibilità di avere una gravidanza, è certamente minore.”

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