sabato, Febbraio 4, 2023
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Matteo Messina Denaro, il suo arresto un riscatto dei “vinti”

L’arresto di Matteo Messina Denaro è un avvenimento epocale. Chiude, difatti, una pagina di mafia aperta da molti anni.

di Giovanni Barretta

Verso la fine dell’‘800 un altro siciliano, descrivendo ed interpretando, con apparente cupido pessimismo, la difficile realtà di quelle terre alla sua epoca, fu tra i primi a porre all’attenzione di un Paese appena unito  la “questione meridionale”.

Lo aveva fatto a suo modo. Con uno stile nuovo, che si distingueva per l’oggettività e crudezza delle rappresentazioni. Senza sconti ed infingimenti di sorta. I suoi umili protagonisti erano i “vinti”, che, sebbene fossero animati da  una sete atavica di giustizia o dalla vana illusione di “potercela fare”, apparivano rassegnati alla triste accettazione di una realtà opprimente. Essi non erano in grado di cambiarla.

I Rosso Malpelo, i Mastro Don Gesualdo, i Malavoglia di ieri, con sembianze diverse, sono finora sempre rimasti lì. Sono sullo sfondo di un Mezzogiorno che, dopo più di 150 anni, non è mai veramente cambiato.

L’unità nazionale, che aveva tradito le loro originarie speranze, non aveva mutato la sorte delle classi più povere, come quella dei contadini e dei cavatori. La loro fame di giustizia e di terre era rimasta insoddisfatta, senza risposte. Poi queste erano arrivate da altri che,  approfittando del loro stato di bisogno. Prima col Brigantaggio, in modo quasi idealistico, e poi con il cinico strapotere delle mafie ed il più becero clientelismo assistenziale, li aveva costretti ad una nuova sudditanza.

L’arresto di Matteo Messina Denaro: un avvenimento epocale

La cattura di Matteo Messina Denaro, un presunto volgare vincitore, tra i più feroci stragisti di mafia e cannibali delle sorti delle genti meridionali, può davvero rappresentare una grande occasione di riscatto per questi Vinti. Superando ogni precedente, ed oggi ingiustificato, pessimismo e rassegnazione.   

Ce la dobbiamo fare. Con l’avvertimento, però, che ciò sarà possibile solo a condizione di avviare una rivoluzione dal basso. Con una sincera e nuova consapevolezza delle nostre forze, recuperando l’antica ed orgogliosa identità storica, che pur ci appartiene.

Occorre ridare fiducia ad uno Stato che, anche se arriva tardi, non dimentica i suoi nemici. Esso è, comunque, capace di offrire ai vinti di ieri il giusto riscatto. L’auspicio è che la felicità, mostrata dalla gente per strada a Palermo per la cattura del boss, duri nel tempo. Pervada tutta la Sicilia e che l’eco di queste vicende giungano fino a Castelvetrano, a Corleone, a Trapani, non fermandosi più.

Su altri fronti, tempo fa qualcuno aveva pronunciato parole ferme ed  inequivocabili : “non abbiate paura”.

Da queste rinnovate speranze dobbiamo ripartire: l’arresto di Matteo Messina Denaro

Gli strumenti ci sono: il Pnrr, una nuova strategia delle aree interne e più marginali del Paese, una nuova consapevolezza delle enormi potenzialità del Mezzogiorno e delle sue naturali vocazioni, mai veramente assecondate, capaci di declinare in maniera diversa la questione meridionale.

Dimostriamo  a noi stessi che, vivere nella legalità, pretendendo al contempo uno Stato presente ed efficiente, rappresenti  l’unica medicina per contrastare l’arretratezza economica e sociale ed i fenomeni mafiosi.

L’auspicio, dunque, è che questo possa essere la forza e il vero “potere dei vinti”.

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