sabato, Febbraio 4, 2023
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Nascite premature: in Italia ancora la principale causa di decesso tra i neonati

Le Nascite premature sono ancora la principale causa di decesso tra i neonati. Le nuove tecnologie stanno aiutando a diminuire tasso di mortalità ed una maggiore sopravvivenza dei nati pretermine.

di Valeria Iavarone

Una culla resterà vuota, dei giocattoli non verranno mai usati, una madre non vedrà mai crescere il suo bambino. Questa è la triste realtà che vivono migliaia di donne nel mondo ed in Italia a causa dell’avvenimento di un parto prematuro. Nessun genitore dovrebbe affrontare mai il dolore di perdere un figlio, eppure ciò continua ad accadere ancora troppo spesso. Nel mondo sono 15 milioni i bambini che nascono prima della data di termine gestazione. Oltre un milione di loro muore dopo le prime ore di vita per complicazioni respiratorie o polmonari. Altri prima dei cinque anni di vita riscontrando disabilità o altre complicazioni di salute. In Italia sono oltre 30.000 i neonati prematuri ciò vuol dire che 1 bambino su 10 nasce pretermine.

Le cause e le conseguenze di un parto prematuro:

Tutt’oggi non vi sono motivi ben chiari e precisi che possano spiegare le vere ragioni per cui una donna partorisca prematuramente. Per la maggior parte dei casi, tale fenomeno avviene per aver contratto infezioni, per forte stress, patologie sviluppate alla placenta o per complicazioni provenienti dal collo dell’utero. Ci sono poi l’utilizzo di droga, alcool o fumo durante la gravidanza ad essere annoverati tra le cause. Molto spesso, sembra difficile prevenire un parto prematuro, anche se quest’ultimo può comportare un rischio non solo per la vita del feto ma anche per la madre stessa. Vi sono diversi tipi di parto prematuro. Il primo è quello che avviene fra le 32 e le 34 settimane che ha una gravità minore e comporta meno complicazioni e la necessità di minor cure per il nato prematuro. Infine, quello di grave entità: il parto che avviene addirittura prima della 28esima settimana di gestazione.

La Giornata Mondiale dedicata alla prematurità

A partire dal 2008, il 17 novembre è divenuto il cosiddetto “World Prematurity day” ossia la Giornata Mondiale del Prematuro. Una giornata dunque istituita per dare “un abbraccio” a tutti quei piccoli guerrieri nati troppo presto che hanno dovuto lottare per sopravvivere e per i loro genitori che hanno dovuto affrontare il dolore di tale percorso o ancor peggio della perdita dei loro piccoli e con il fine ultimo di sensibilizzare i cittadini su tale tema.

Il colore simbolo di tale giornata, è il viola. In molte città infatti, gli edifici vengono illuminati di luci viola.

Quali conseguenze ha comportato la pandemia Covid sui parti prematuri?

Ebbene, bisogna dire che secondo le indagini sviluppate dalla Società italiana di neonatologia (SIN), il Covid ha portato ad un aumento della percentuale di parti prematuri per le madri che hanno contratto l’infezione del virus durante il periodo di gestazione. Oltre alle innumerevoli altre conseguenze: come la mancanza di latte materno. Questo ha reso ancora più doloroso il percorso dei genitori di nati prematuri. Ha reso ancora più difficile mettere in atto per i piccoli le cure necessarie.

Il miglioramento delle tecnologie e delle TIN negli ultimi anni in Italia:

In Italia si è sviluppato un forte miglioramento delle tecnologie e dei metodi da attuare in caso di una nascita prematura. L’ Italia è infatti il paese con il tasso di mortalità più basso di neonati molto prematuri. Sempre più neonati prematuri riescono a sopravvivere ossia all’incirca il 90% percento, anche i bambini nati di 28 settimane. Negli ultimi anni è stata compresa ancor di più la necessità di procurarsi latte materno, ciò si è rilevato efficace come anche avere il contatto costante con i genitori soprattutto tenere il bambino a stretto contatto con la pelle della madre è un elemento di fondamentale importanza per la sopravvivenza del nascituro. Inoltre, è molto importante sapersi prendere cura al meglio del neonato curando anche l’ambiente circostante. In merito alle terapie intensive neonatale, invece, quella della Mangiagalli di Milano è stata riconosciuta la prima in Italia per la qualità delle cure.

I dati in Campania, le TIN più efficaci e le associazioni a favore dei prematuri:

Soffermandoci in Campania, nel 2021 ad esempio, sono stati 2514 i nati prematuri.

In Campania, il numero di decessi tra i neonati è ancora piuttosto alto rispetto alle regioni del Centro e del Nord. Questo, talvolta, a causa della carenza di disponibilità economiche per il miglioramento dei macchinari necessari. La carenza di posti letto disponibili nelle terapie intensive neonatali rispetto al numero dei nati è una piaga sanitaria.

Gli ospedali che si sono rivelati essere i più efficienti per la TIN ne sono diversi. L’ospedale Betania di Napoli in questi anni ha fatto la differenza. Risulta, infatti, essere tra i centri più sicuri con una TIN riconosciuta a livello regionale e nazionale. Ogni anno vengono assistiti circa 200 neonati anche di peso inferiore ai 1500 grammi e quindi con un maggior rischio di mortalità.

Inoltre, molte associazioni presenti sul territorio si adoperano a sostegno dei neonati ricoverati nelle terapie intensive neonatale come l’Associazione Soccorso Rosa – Azzurro Onlus di Napoli. Un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 2004 che ha come scopo di rimanere vicini ai genitori e ai piccoli pazienti. L’impegno dimostrato nel voler migliorare le cure e le carenze presenti negli ospedali li rende fondamentali per il territorio.

Con l’impegno di queste associazioni, con i progressi fatti per i macchinari ed in medicina, si sta cercando di fare il possibile per aumentare sempre di più la possibilità che una madre veda il proprio bambino crescere in salute e in serenità.

Affinché una mamma non debba più pronunciare in lacrime “qualcuno che amo non crescerà mai.”

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