sabato, Febbraio 4, 2023
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Nucleare: uno sguardo alla nuova fusione

Nucleare di nuova generazione. L’annuncio dei ricercatori statunitensi promette di proiettare il mondo in un’altra epoca. Ecco uno sguardo alla nuova fusione.

di Lucio Righetti

Approfitto della competenza e conoscenza del prof. Erasmo Venosi e dell’ottimo articolo di Green Report per lasciarvi riflessioni qualificate sulla “rivoluzione” annunziata dai ricercatori USA nell’esperimento di “fusione” realizzato il 5 dicembre. Saranno citati abbondantemente nel post.

Premetto che qualunque energia prodotta, quando concentrata nella produzione e dispacciata attraverso le reti, non risponde ad alcuni criteri che mi informano:

1) vulnerabilità in caso di guerre e/o attentati

2) concentrazione del potere energetico nelle mani di investitori votati al profitto

3) diseconomie procurate dagli investimenti per strutturare e manutenere le reti.

4) monopolio della produzione/distribuzione con conseguente risposta a logiche di mercato.

5) difficoltà e disecononomie per aree poco popolose e disagiate.

Nucleare: uno sguardo alla nuova fusione

Veniamo all’annuncio della “nuova energia”. Energia inesauribile (pressoché) e “pulita” ovverosia non inquinante e senza consumo di materie prime non rinnovabili è cosa buona e giusta, magari tra una 50ina di anni sarà anche disponibile a prezzi di mercato sui quali gli investitori troveranno la loro soddisfazione, i margini economici per il loro business:”tu paghi, io ti fornisco l’energia per riscaldarti e far funzionare i tuoi apparecchi elettrici”, non é la mia visione.

Le energie rinnovabili ed il loro potenziale

Preferirei una produzione diffusa attraverso sistemi rinnovabili che non consumano materie prime ma usano ciò che la natura mette a disposizione, alcuni esempi pratici di energie disponibili naturalmente e gratuitamente sono:

  • Geotermia. (calore sotto il suolo terrestre disponibile fino al raffreddamento delle vene sotterranee) praticamente senza scadenza, in Italia ed altre zone vulcaniche del pianeta. 
  • Eolico. (il muoversi dell’aria nell’atmosfera è il vento che incanalato, può produrre, se utilizzato per far girare turbine elettriche, energia)
  • Idroelettrico. (lo scorrere dell’acqua, nei fiumi, dagli invasi – naturali o artificiali – all’interno degli acquedotti, può produrre energia elettrica. Basta far scorrere il liquido all’interno di turbine)
  • Fotovoltaico, solare termico/concentrazione. ( il calore prodotto dal sole è pressoché eterno, benché intermittente, data l’alternanza quotidiana di luce ed ombra)
  • Moto ondoso/maree/correnti marine. (La natura, nella sua immensa potenza eroga energia incessantemente, lo fa gratuitamente ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni attimo. Siamo in grado di canalizzarla.)
  • Idrogeno verde. (a scuola, chi ha frequentato le superiori, ricorderà l’elettrolisi, quel fenomeno che, attraverso il passaggio di una corrente elettrica, provoca la scissione dell’acqua nelle sue due componenti: H2O, due atomi di Idrogeno, uno di ossigeno) . Consumare la massa di acqua presente sul pianeta, con la continua ricombinazione degli elementi in maniera naturale – allo stato attuale – é praticamente impossibile. 
  • Altre fonti rinnovabili. E qui si apre un mondo che per la dimensione di un post è inutile affrontare, si tratta, per ora di marginalità. 
  • Fonti derivate dall’uso di energia fossile.

Tutte queste fonti saranno oggetto di trattazione specifica.

Chi sfrutterà potrebbe sfruttare il nucleare

Veniamo al dunque. È molto probabile che i grandi investitori, le grandi compagnie del fossile, aspirino ad appropriarsi di una nuova fonte. Costoro avranno tempo per prepararsi a farlo. Dipende però dalle società democratiche prepararsi alla democratizzazione dell’energia, sottraendo, a monte, la possibilità di “fare business” o farlo esclusivamente per chi, con l’energia, porta avanti business derivati dal suo utilizzo, non per il consumo privato, domestico.

Infatti il modello derivante dalla produzione attraverso la fusione non è un modello diffuso ma concentrato, nelle mani o di Stati o di fondi finanziari che investiranno per mantenere le loro elefantiache strutture ed i dividendi dei loro azionisti.

Le criticità di tale lontanissima diffusione di produzione di energia vengono affrontate qui:

Ieri sera abbiamo saputo dalla conferenza stampa del laboratorio americano Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL),  presso il quale è stata prodotta da fusione nucleare più energia di quella immessa , per raggiungere ALMENO 100 milioni di gradi.            

Fusione diversa come metodologia da quella utilizzata nei vari reattori Tokamak nei quali da 70 anni si sperimenta il processo di fusione. 

In ITER (reattore sperimentale termonucleare internazionale) il confinamento è magnetico mente quello avvenuto in California è inerziale ottenuto non con l’ausilio di potenti magneti come in ITER ma con potenti laser (192 nel processo in California). 

Le previsioni

Se tutto corrisponde al vero sono sconvolte le previsioni fatte da esperti e organismi di settore, di un chilowattora commerciale per il 2050/2055 e con il procedimento del confinamento magnetico. Abbiamo saputo molto di più anche perché il Laboratorio Lawrence Livermore ha come missione centrale e motivazionale quella di fornire informazioni e dati sperimentali di interesse militare, in particolare utili per le armi termonucleari e per il programma di gestione dell’arsenale nucleare americano.                 

Infine ed è opinione dei maggiori esperti che possono essere smentiti: il confinamento inerziale e in generale l’uso di fasci laser non è MOLTO ADATTO per PRODURRE ENERGIA e che secondo gli esperti dovrebbe essere 100 volte maggiore di quella depositata dai laser, Cento volte maggiore è la condizione realistica per un impianto industriale.

Nucleare: l’energia da fusione ci proietta nel futuro

L’energia da fusione è un bene. E’ lo stesso processo che avviene nel Sole e nelle stelle. Solo che l’ingrediente è l’idrogeno mentre nel processo di fusione “terrestre” avviene con i “cugini obesi” (isotopi) dell’idrogeno. Nel procedimento USA si usano i laser per produrre energia e temperature di almeno 100 milioni di gradi. Inoltre il deuterio è sovrabbondante sulla Terra mentre il trizio bisogna produrlo usando  il litio.

Anche ENI sta investendo nel reattore SPARK in costruzione negli USA per dimostrare la fattibilità della fusione nucleare. Nella fusione  nuclei di elementi leggeri si fondono insieme per formare nuclei più pesanti .Per far avvenire la fusione occorre avvicinare i reagenti a una distanza di un millesimo di miliardesimo di millimetro. Processo pulito ma esiste il problema che i neutroni prodotti colpiscono le strutture rendendole radioattive.

Le scorie radioattive si producono nel processo di fissione che usa uranio. Nella fusione si produce elio e neutroni. Questi colpendo le strutture di contenimento le rendono radioattive. Non avremo mai come nella fissione scorie ad alta radioattivita tra le quali il plutonio che dimezza la radioattivita dopo 24 mila anni.

Le possibili problematiche

Inoltre, una cosa è avere un saldo positivo energetico in un esperimento. In verità 25% di guadagno rispetto al dato richiesto per un impianto industriale è un po’ poco. Inoltre risulta sconvolta tutta la impostazione prevalente per 70 anni. Confinamento magnetico in luogo del confinamento inerziale attuato in California. Vedremo. Se è tutto come riportano i giornali USA è davvero una rivoluzione in verità non completata. Resta il problema dei neutroni. La reazione realmente pulita non è deuterio e trizio ma deuterio ed elio 3. Non è un caso che i cinesi sulla Luna sono andati in cerca dell’elio 3.

Infine Carlo Rubbia sarebbe stato contento del suo reattore al torio, l’ADS.

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