lunedì, Gennaio 30, 2023
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Paciolla, ecco perché la madre non crede al suicidio

Il caso Paciolla è uno di quelli che sconvolse l’opinione pubblica. Mario Paciolla, rappresentante in Colombia per l’ONU, non si è ucciso. Questa la versione della madre Anna Motta.

di Orlando Caprino

In un incontro pubblico alla presenza di un membro delle istituzioni della Città  di Salerno è stato proiettato un doc film su Mario Paciolla, giornalista in missione per l’ONU in Colombia.  Abbiamo ascoltato una canzone dedicata a lui. Mario, rappresentante dell’ONU in Colombia, improvvisamente non comunica più. I genitori ricevono una telefonata nella quale vengono avvisati che il figlio è morto suicida nella sua stanza.

Anna Motta non crede a questa versione: “è una cosa impossibile, non sarebbe mai stata possibile, non poteva accadere”.
“Ci siamo sentiti la sera prima – continua -, aveva acquistato il biglietto aereo e sarebbe partito l’indomani. Erano quattro giorni che era preoccupato e aveva deciso di rientrare”. Il giorno successivo la madre gli scrive. Non riceve risposta. La sera trapela la notizia del decesso di Mario.

Paciolla, ecco perché la madre non crede al suicidio

“Il 14 luglio 2020, Mario aveva comprato il biglietto per tornare in Italia con un volo umanitario. Alle 24:00 avvisa casa. Mario aveva avuto discussioni con l’organizzazione.”

Come la madre di Peppino Impastato, che ha dovuto raccontare per 10 anni la storia del figlio, anche lei è intenzionata a raccontare quello che è accaduto. Il Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, li ha ricevuti ma nulla è ancora emerso.

Assurda la fretta con cui i dipendenti dell’ONU hanno pulito la stanza. Li hanno prontamente denunciati, e da chi ha lavato la stanza con candeggina nelle prime 48 ore. Sulla autopsia in Colombia emergono molte ombre, non era presente un medico legale dell’ambasciata Italiana cosi come noi sapevamo, sostituito invece da un medico dell’ONU. Dalle immagini fotografiche è abbastanza chiaro che le vicende non sono andate come ipotizzano.

Potenziare la cooperazione internazionale

Il padre di Mario spera che tutto ciò non scoraggi i giovani nelle intenzioni di affacciarsi alla cooperazione internazionale. Ricorda oltre il figlio Mario Paciolla, Giulio Regeni e dell’Ambasciatore Luca Attanasio.

Il 10 dicembre, giornata dei diritti umani, se ne è parlato pochissimo. Sembra che siano diventati argomenti obsoleti, non fanno notizia come le guerre o gli orrori.

È presente all’incontro il Presidenti Commissione Bilancio del comune di Salerno dott. Fabio Polverino.

“Il documentario mi ha fatto capire l’importanza di ottenere giustizia da parte dei genitori di Mario Paciolla – ha detto Polverino -. L’aspetto semplice di una persona che mette a disposizione la sua vita per gli altri, nella cooperazione internazionale è da prendere in esempio e diffondere. Sto preparando una mozione per il prossimo consiglio comunale, deve emergere l’importanza di mettere al centro della propria vita i diritti umani e l’importanza del rispetto degli stessi”.

Il nome della pagina Facebook è – Giustizia per Mario Paciolla 

Di seguito la petizione

https://www.change.org/p/ministero-degli-esteri-italiano-morte-di-un-operatore-italiano-dell-onu-in-colombia

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