Gay-Odin celebra i 2500 anni di Napoli con 350 kg di dolce meraviglia

0
14

Napoli festeggia 2500 anni di storia, e quale modo migliore per farlo se non con un gigantesco uovo di cioccolato? A firmare questa impresa titanica è Gay-Odin, la storica cioccolateria partenopea che ha trasformato l’arte dolciaria in un vero e proprio tributo alla città. Altro che colomba: qui si vola alto… e con 350 chilogrammi di cioccolato fondente!

L’occasione è tra le più nobili: rendere omaggio alla fondazione della città nell’ambito del progetto culturale “Napoli Millenaria”. L’opera, se così possiamo chiamarla (perché sì, è decisamente arte), è un colosso commestibile realizzato interamente a mano in tre settimane di lavoro. Scolpito con passione e maestria, l’uovo è decorato con colori naturali e pigmenti vegetali, e rappresenta Partenope – la mitica sirena da cui si narra sia nata Napoli – avvolta in un turbinio di simboli identitari: Totò, Pino Daniele, Diego Armando Maradona, la pizza e persino Castel dell’Ovo. Se vi sembra esagerato… beh, benvenuti a Napoli.

A firmare le decorazioni è l’artista Fabio Ceraso, che ha donato vita (e colore) a un capolavoro che mescola mitologia, cultura popolare e passione napoletana. Dove si può ammirare questa meraviglia? Nella storica sede Gay-Odin di via Vetriera, nel quartiere Chiaia, dove tutto ebbe inizio. E sì, se proprio volete portarlo a casa vostra – magari come centro tavola – sappiate che è in vendita. Il prezzo? 12.000 euro. Un investimento che farà sicuramente gola… e non solo in senso figurato.


Gay-Odin: il cioccolato che racconta Napoli da oltre un secolo

Dietro un uovo da 350 chili, c’è una storia lunga, dolce e profumata di cacao. Quella di Gay-Odin non è solo la vicenda di un’azienda, ma una favola d’amore, tenacia e arte artigianale che ha attraversato i secoli conquistando il cuore – e il palato – dei napoletani.

Tutto comincia nel 1894, ma le radici affondano ancora prima, quando Isidoro Odin, giovane piemontese con l’animo da pioniere, si trasferisce a Napoli. Prima di partire dalla Val Pellice, chiede in sposa Onorina Gay, figlia di un noto cioccolatiere. Onorina accetta e porta con sé un’eredità preziosa: la conoscenza dei segreti del cioccolato artigianale. Da quel momento, i due non si separano più, né nella vita né nel lavoro.

I primi passi li muovono per strada, vendendo dolciumi con un carretto. Ma presto aprono un piccolo laboratorio in via Chiaia, che diventerà un punto di riferimento per i golosi partenopei. Ed è proprio da quella bottega che parte l’ascesa del marchio Gay-Odin, destinato a diventare un’istituzione napoletana.

Negli anni ’20, la coppia apre la prima vera fabbrica alle spalle di via dei Mille, dotata per l’epoca di tecnologie d’avanguardia (una rarità assoluta nel sud Italia). È lì che nasce una delle creazioni iconiche della maison: il celebre “Tronchetto Foresta”, una composizione di sottili foglie di cioccolato fondente arrotolate a formare una corteccia, tanto bello da vedere quanto irresistibile da gustare. Ancora oggi, il Foresta è uno dei prodotti più richiesti, realizzato rigorosamente a mano come vuole la tradizione.

Nel 1922, la famiglia affida la progettazione della nuova sede in via Vetriera all’architetto Angelo Trevisan. Il risultato è un capolavoro in stile liberty che anticipa l’Art Nouveau napoletano. L’edificio non è solo un negozio, ma un salotto elegante in cui ogni dettaglio – dalle boiserie ai lampadari – racconta di un’epoca in cui il cioccolato era un lusso raffinato. Non a caso, nel 1993 la sede viene riconosciuta come Monumento Nazionale.

Negli anni ’60, l’eredità dell’azienda passa nelle mani di Giuseppe Maglietta e della moglie Marisa Del Vecchio, che proseguono con dedizione l’opera iniziata da Isidoro e Onorina. La tradizione si consolida, ma non si ferma: nuovi prodotti, nuovi punti vendita e un’espansione attenta e rispettosa del DNA artigianale.

Oggi, Gay-Odin è ancora un fiore all’occhiello della città. Con punti vendita sparsi tra Napoli e Roma, è meta obbligata per chi vuole regalarsi un momento di piacere autentico. Il catalogo è una sinfonia di tentazioni: praline, tavolette, cialde di gianduia a forma di ghianda, dragées, frutta candita ricoperta di cioccolato, spalmabili e perfino panettoni e colombe in edizione limitata. Tutti prodotti lavorati artigianalmente, con materie prime selezionate e senza fretta. Perché il cioccolato, come Napoli, non ama la fretta: va vissuto con lentezza e passione.

Tra i must-have, oltre al Foresta, ci sono le famose ghiande di gianduia, piccoli scrigni di dolcezza dal design originale, e i cremini al caffè, che raccontano con ogni morso l’abbraccio perfetto tra nord e sud. Ma anche le tavolette aromatizzate (al peperoncino, all’arancia, alla cannella) che parlano il linguaggio della sperimentazione senza mai tradire le radici.

Nel febbraio 2025, la storica bottega di via Chiaia 237 ha riaperto i battenti dopo un lungo restauro conservativo che ne ha restituito il fascino originale. Il negozio è tornato ad accogliere clienti e turisti con i suoi arredi in legno scuro, le vetrine scintillanti e quell’inconfondibile profumo che invade l’aria al solo aprire la porta. Entrare da Gay-Odin è un po’ come varcare una soglia fuori dal tempo: una coccola multisensoriale che rende Napoli ancora più dolce.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui